Non si sa molto di lui, se non che era poeta vernacolare molto apprezzato anche dal Porta, che era ancora vivente intorno al 1816, che ha tradotto, tra l’altro, canti dell’Orlando Furioso e dell’Eneide ed anche odi del Parini.
Il suo verso (dice Ferdinando Fontana) è “scintillante e di sanissima giocondità, veramente ambrosiana, e corre via fluido, gustoso, sentito; senza rivali nell sua naturalezza, con cui egli fa diventar tutto meneghino: personaggi e ambienti, siano essi greci o romani.
Nelle “opere”, la lirica Sui nomm de paricc sant che gh’ha la gent”che dà l’idea della vena genuina del Bellati.

TI POTREBBE ANCHE INTERESSARE: