Oggi intervisto lo scrittore Massimiliano Rendina, nelle vesti del suo alias Elfo Artico.
Ecco il link del suo blog: http://massimilianorendina.blogspot.com
Buona lettura!

Una curiosità: perché Elfo Artico?
Elfo perché sono piccolo di statura, artico perché sono nato in Gennaio e amo il freddo.

Nella tua poetica, quali sono le tematiche prevalenti?
Storia, storie, luoghi, uomini, donne, animali, tutto ciò che abita questo pianeta tormentato eppure splendido, dove la poesia trova uno spazio vitale angusto.

In quali momenti del giorno riesci a scrivere di più?
Non ho un momento ben definito, scrivo sotto dettatura dell’ispirazione, che non dorme mai.

Cosa ti ha spinto a prendere la penna in mano?
Scrivo da più di vent’anni, poi le vicissitudini dell’esistenza mia hanno un po’ sopito la passione. Quand’ecco che una donna meravigliosa, nel 2009, sapendo del mio estro, mi chiede di dedicarle dei versi. E da quel momento, non mi sono mai fermato.

Allora, è una scelta dettata dall’amore?
Sì, dall’amore per la poesia, un amore puro, incontaminato, senza ambiguità o sotterfugi, platonico eppure intenso.

Mi parli brevemente delle tue raccolte?
Le prime tre sono state scritte alla fine del 2010:
“Personaggissimi”, cento biografie illustri in versi;
“Ho vinto al super”, viaggio immaginario intorno al mondo;
ed infine “Noi siamo leggenda”, dedicata ai miti del calcio.

Invece, nei tuoi racconti, che tematiche hai affrontato?
“Le mie fobie”, ha affrontato il rapporto tra l’individuo e l’ipocondria, che lo porta a temere tutto;
“Da Eporedia alla Boca”, racconta un viaggio immaginario dietro ad una donna e al suo segreto.

L’uso dell’acronimo all’inizio del verso che significa?
È una ricerca stilistica non originale, ma serve ad uscire dai canoni consueti della metrica rimata, per indurre il lettore a scoprire lentamente il soggetto o l’oggetto della lirica.

Anche la goliardia è importante per te, vedo?
È una parte di me: riesco a fare il goliardo meglio di quanto faccia il serio, anche se vi è sempre la consapevolezza che c’è un tempo per tutto.

Non sei ancora stanco di scrivere, quando ti fermerai?
Sarò stanco e mi fermerò quando non sarò più in vita.

Ora l’ultima domanda: a quando la prossima opera?
Spero di poterla editare entro il 2013.

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