Nasce a Milano nel 1896 da Decio (docente di greco-latino e noto letterato e commediografo milanese, oltre che studioso della storia e delle tradizioni ambrosiane) e da Irene Cattaneo, “a due passi dal Lazzaretto”, come disse lui stesso, ma di sé non amò dire molto altro.
Si sposa nel 1922 con Linda Maggi che diventa il suo “severo” critico letterario.


 

Durante la prima guerra mondiale è sull’Altipiano di Asiago come Ufficiale nell’artiglieria di montagna. Verrà decorato al V.M. In quello stesso periodo (1918) gli muore il padre di spagnola. La madre era diventata cieca quando lui aveva solo quattro anni.
Dopo la guerra riesce con sacrificio a laurearsi in legge ed esperimenta varie attività sia professionali che culturali, nella continua ricerca romantica di se stesso.
Nel 1937 si reca in Africa dove trascorre un periodo lungo e avventuroso a Mogadiscio, organizzandovi un’azienda agricola che dovette poi abbandonare per gli eventi dell’ultimo conflitto. Ne ricaverà una notevole esperienza soprattutto umana e letteraria peraltro già iniziata al fronte.
Scrive liriche e novelle in lingua.
Dopo la seconda guerra mondiale, fonda la rivista “La Martinella”, (il cui primo numero esce nel giugno 1947) che segue fino al 1974, anno della sua scomparsa.
Questa rivista si occupa di cultura lombarda, per cui il Guicciardi in questi anni intensifica la sua attività dialettale, con la collaborazione di altri grandi poeti.
La sua poesia, sulle tracce di quella di Delio Tessa, è una poesia “drammatica”, con spunti moderni, a differenza della poesia pre-esistente di tipo “novellistico” con macchiette e spunti umoristici e diventa esempio per successivi altri scrittori e poeti.

La sua produzione:
1936 Novèna de san Cristofen (Storia del 1851)
1942 San Francèsch  come el vedi mi
1943 Milan te saludi
1945 Foeura de cà, Il servo ideale, Luna de mel
1946 I man de la mama, Pensér sul Tessa,
1947 L’oli de Sant Aquilin, La nostra tèra, L’avis del kunfinà
1948 El cavall del Peppin
1950 Briscola
1952 Belfior (“…non un modo, è questo, di <<mettere in versi>> la Storia, ma di trasfigurare
la Storia in Poesia” – Benedetto Croce)
1953 Dies irae
1954 La Nina de Nove
1959 Briscola
1962 San Rocch in d’el bosch
1964 Furia d’estaa



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