Nasce nel 1889.
Alla Musa milanese il Garavaglia ha dedicato alcuni volumi quali:
El berett incantaa,
Ritaj de temp,
Stemm su allegher


In un dialetto che egli parla ed usa con sicurezza (nè ignora il gergo milanese e lombardo, continuando una tradizione già viva ai tempi della commedia dell’arte e nello stesso Settecento, come, ad esempio, in Carlo Antonio Tanzi) il Garavaglia ha svolto una moltiplicità di temi, tratti e dalla viva osservazione della realtà circostante e dalla sua stessa preparazione umanistica.
Vicino a temi presentati con un’arguzia e vivacità, che ricordano il Balestrieri, il Bossi, il Raiberti (taluni male nascondono, invero, una visione alquanto scettica del mondo), altri mostrano un alto senso morale della vita e un profondo senso umano.
Essenziale ed efficace riesce nelle descrizioni d’ambienti (come ad esempio: In contrada veggia ).
In qualche poesie, come in El funeral de Soa Eccellenza, non manca, così nell’impostazione del fatti come nel dialogo, la eco del modello portiano.

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