Nato Bosisio il 22 o il 23 maggio 1729. da Francesco Maria Parino, e Angiola Maria Caspana. Altri suoi nomi di battesimo: Antonio-Maria-Gaetano, ultimo di dieci figli.
Il vero cognome del poeta era “Parino”, ma egli stesso poi lo modificò in Parini.

 

Il padre era un mediatore di seta, il che consentiva alla famiglia, pur essendo modesta, di essere considerata fra i notabili. Infatti i genitori venivano appellati col titolo di “Messere e Madama”.
A Bosisio abitò fino al 1739, dopo di chè si trasferì a Milano con la famiglia. Rimase a Bosisio solo la sorella Laura, unica superstite di tanti fratelli.
La casa, già vecchia di due secoli, fu ceduta poi ai nipoti Appiani che la tennero fino al 1930.
Ora la casa è stata ristrutturata ed è diventata Museo pariniano, naturalmente visitabile.
Dell’adolescenza di Parini si sa che fu iniziato agli studi da don Carlo Cabiati, parroco di Bosisio. Alla morte di questo, avvenuta nel 1736, precettore di Parini divenne il nuovo parroco del paese; Carlo Giuseppe Gilardi.
“Gli occhi luminosi del Parini” denotano, secondo l’arciprete di Villa Incino, “il suo precoce ingegno e un segno di intelligenza”.
Grazie ad un’eredità può proseguire gli studi a Milano e in seguito, per automantenersi, fa il precettore presso famiglie nobili.
Intanto legge molti classici e scrive diffondendo le sue idee umanitarie ed egualitarie tipiche dell’illuminismo
Nel 1768 è direttore alla GAZZETTA di MILANO, poi per molti anni insegna belle lettere nelle scuole.
Infine diventa soprintendente delle scuole pubbliche.
Nel 1796 le truppe di Napoleone Bonaparte occupano Milano e cacciano gli austriaci Parini collabora al nuovo governo della città, ma poi l’incarico gli viene tolto perché le sue posizioni sono considerate poco rivoluzionarie .
Muore nel 1799 poco dopo il ritorno degli austriaci a Milano.
Opere
Poesie che si richiamano ai principi dell’Arcadia
Opere di cultura illuministica: “Il dialogo sopra la nobiltà”, “Le odi” e “Il giorno”

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