Nasce fra il 1570 e il 1575 da famiglia sufficientemente agiata, ultimo figlio dopo tre sorelle; a 25 anni avrà una figlia, Clara Lucia; Clara era stato anche il nome di sua madre.
Ma residente sempre a Milano, dove è vissuto e ha lavorato.
La sua abitazione milanese – nota e dal poeta non amata – è descritta nella sua lirica.

 

L’autore descrive la propria abitazione che riportiamo in “opere” e si trovava nella zona di Santo Stefano, vicino al Verziere e al Duomo.
Poco si sa di lui, umanamente parlando, ma certamente il personaggio è stimato come “precoce e colto poeta “maledetto”,  musico (fu maestro di Cappella in S.Gottardo), e “promessa di spicco della cultura milanese” – secondo alcuni suoi biografi – per Il suo estro satirico, espressivo, genuino e spontaneo e lo stile sempre più di alto livello, filone poetico seguito dai poeti successivi e che vedrà il suo massimo splendore con Carlo Porta-
Una particolarità dei suoi sonetti, che spesso immagina gli vengano rivolti da altri, sono le “Risposte” che fa seguire e nelle quali  accusa se stesso di essere un piagnone.
La sua poesia di critica violenta, dissacrante, non è rivolta ai Signori, ma ai propri simili, nei quali, denunciando la forte e continua decadenza, spera poter suscitare un senso di autocritica.
Nel 1590 resta in prigione per un mese perchè il regime spagnolo lo aveva sospettato di congiurare con i francesi.
Muore nel 1630, anno della peste, proprio di febbre da peste.
Opere
Pubblica già a 20 anni Canzonette a tre (stampate a Milano nel 1592)
Le sue Canzoni e i suoi Sonetti (belli e arguti e caudati”), quelli ritrovati, verranno successivamente raccolti e fascicolati.

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