Alberto Vigevani, vicino al movimento culturale Corrente, con Vittorio Sereni e Ernesto Treccani, fu autore di romanzi intrecciati tra la tradizione lombarda e l’autobiografia.
Ma i libri li vendette anche, vivendo della propria passione in piena guerra mondiale ed aprendo, nel 1941, la sua bottega, aiutato in ciò dal fratello Enrico.
Il nome Polifilo fu tratto dall’Hypnerotomachia Poliphili di Aldo Manuzio, il combattimento d’amore in sogno di Polifilo, scritto nel 1499 in una lingua a metà tra l’italiano ed il latino, illustrato da incisioni in legno, uno dei più misteriosi incunaboli della storia della letteratura.
Vigevani non ha soltanto proposto le edizioni originali dei classici del pensiero, ma ha anche offerto importanti volumi magari dimenticati: sono le Edizioni Polifilo, libri di grande formato stampati su carta di pregio.
Oggi, a gestire la ditta c’è il figlio di Enrico, Giacomo, insieme con la nipote di Alberto, Anna Franchini.
Negli anni 50, l’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, in visita a Milano, entrò in negozio per dare un’occhiata ai rari libri di economia conservati: ci stette per tre ore…

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