Archivio mensile:Marzo 2013

Ambrogio Carati Bronzista

Enrico Carati fonda la sua ditta nel 1894.
Dal 1938, proseguono l’attività i figli Ernesto e Vincenzo, che, a loro volta, trasmettono la loro arte al figlio di Ernesto, Ambrogio.
Oggi, con lui, lavorano i figli, Ernesto e Francesco.
L’attività, prettamente artigianale, nel tempo estende la sua produzione: guarnizioni per mobili in stili classici, francesi e italiani, dal 600 ai primi del 900; realizzazione dei complementi per illuminazione; arredamenti; accessori per bagni; accessori per tappezzerie; finimenti per il camino.
Il bagaglio di conoscenze acquisito consente di coniugare le lavorazioni artigianali dell’ottone e del bronzo alla tecnologia moderna; così si ottiene di restaurare un crocifisso del 700 con la stessa competenza del rivestimento di un’interfaccia per la domotica.
La ditta nel tempo ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Ecco perché l’attività, nonostante sembri per certi aspetti anacronistica, viene continuata e riesce a ritagliarsi uno spazio unico nella realtà lavorativa italiana.

Focaccia ai fichi

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di pasta di pane
100 gr di burro
100 gr di zucchero
150 gr di fichi maturi

Procedimento:
Tirare la pasta di pane e disporla in una teglia da forno.
Aggiungere il burro, lo zucchero e i fichi tagliati grosssolanamente a pezzi.
Cuocere per trenta minuti a 180°.

Il mio suggerimento:
Mi piace da matti questa ricetta semplicissima ma di una bontà infinita.
Se volete renderela ancora più semplice potete stendere una pasta sfoglia già pronta, versarci sopra un paio di cucchiai di marmellata di fichi, grattuggiare la buccia di un limone e spolverizzarla sulla marmellata prima di aggiungere i fichi a pezzettoni.
Infornate, cuocete per 20 mnuti a 160° e gustatene la versione più croccante.
Se avete ospiti potete tagliare la sfoglia (io utilizzo quella rettangolare) a quadratoni, formate un piccolo bordino ripiegando su se stessa la sfoglia, farcite come detto e dopo la cottura sfornerete delle meravigliose monoporzioni.
Se vi piace spolverizzate con zucchero a velo vanigliato, solo per dare un tocco di luminosità.

Piero Mazzarella

Nasce il 2 marzo 1928 a Caresana di Vercelli.
La sua è una vita di palcoscenico da sempre in quanto, essendo figlio d’arte da parte di madre (milanese) e di padre (siciliano), comincia la carriera già a 10 anni.
Adulto, si dedica dapprima prevalentemente alla rivista.

 

Ma, rimasto vedovo solo dopo sei anni,  della moglie Marisa Marwill, pure attrice, già nel 1957, per poter stare vicino ai due figli, rinuncia agli spettacoli che lo portavano in giro per l’Italia e si ferma a lavorare a Milano, cosa che però gli darà la possibilità di affermarsi con grande successo nel teatro dialettale, soprattutto meneghino, tanto da meritarsi il titolo di “erede di Ferravilla”.
Ha recitato all’Alcione, all’Olimpia, al Sant’Erasmo, al Gerolamo, al Piccolo Teatro, al San Calimero, al Teatro della 14a  dove interpreta le commedie del fratello “Rino Silveri” che a volte è anche co-attore, al Renato Simoni, al Pier Lombardo, al Franco Parenti ecc.
Ha fatto Radio, Televisione, Cinema.
Quando gli chiedono quale sia il suo rapporto con Milano, risponde:
«Milano sono io. Potrei parlare per sei giorni del mio rapporto con questa città. Ma non ne parlo. Perché non me la sento più addosso. La mia Milano è nel teatro. Da attore mi preme la gente che si scomoda per venirmi a vedere. E gli sono riconoscente, perché mi dà da mangiare. Ma io oltre ad essere un attore sono un uomo. E come uomo Milano non mi interessa più. Se ne è andata la gente per bene, quella con il cuore grande grande, disposta ad aiutare i senza tetto……»
Riconoscimenti
1963 premio “San Genesio e Obrazov”
premio “Illica”
premio “Saint Vincent Maschera d’Oro” dell’Istituto del Dramma Italiano
dal Circolo Meneghin e Cecca viene nominato “Meneghino a vita”
viene insignito del titolo di Commendatore della Repubblica (per meriti artistici)
1974 riceve la “Medaglia d’oro” (benemerenza civica) del Comune di Milano )

Incoerenza

El maa de la grassa
Il male del grasso è quello di chi vuol farsi compiangere per disgrazie che, in realtà, tali non sono: ecco perché deve essere un gran bel male!

Cartoleria Tipografia Bonvini


L’idea di avviare una cartoleria viene, nel 1909, a Costante Bonvini.
Egli scopre che sull’asse Porta Romana – Melegnano manca un negozio del genere, quindi decide di aprirne una in Corso Lodi, insieme alla sorella Luigia.
Gli arredi vengono realizzati in modo da ottimizzare lo spazio e sono ancora lì in bottega, insieme alla pedalina, la macchina tipografica che consente alla ditta di svolgere anche questa funzione.
Negli anni 20, la zona circostante diventa a carattere industriale; gli operai effettuano i loro acquisti di libri, giocattoli, persino articoli fotografici, dal momento che Costante ha appreso la tecnica della fotografia, allestendo una camera oscura nel retro del negozio.
Nel dopoguerra, la cartoleria si rivolge con maggior forza alla vendita al dettaglio; è di quella epoca l’entrata in azienda di Leila al posto della zia Luigia, insieme al marito Luigi Cambieri.
Oggi, a guidare il timone sono gli eredi Bonvini, ma si possono trovare tranquillamente gli articoli di cartoleria di una volta.